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"Se ho potuto vedere più lontano degli altri... è perché sono salito sulle spalle dei giganti".

Isaac Newton




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venerdì 4 febbraio 2011

Ricercati speciali

Radio3 ascolta e racconta la ricerca italiana

Radio3 chiama a raccolta biologhe e drammaturghi, chimici e filologi, architetti e astronome, matematiche e linguisti, musiciste e archeologhe, geografi e informatici, fisici e geologhe, storiche dell'arte e veterinari, e tutti coloro che vivono sperimentando, osservando, inventando.


Ricercati speciali è l’album segnaletico  dei ricercatori sul sito di Radio3

Tutti i ricercatori e le ricercatrici che hanno voglia di metterci la faccia potranno mandare a radio3web@rai.it
una foto (loro, del laboratorio, degli strumenti, del lavoro sul campo…)
e un testo di dieci righe per parlarci di sé..chi sono, dove lavorano, com’è una loro giornata tipo, le soddisfazioni e le frustrazioni, le speranze…
I profili saranno pubblicati sul nostro sito nella sezione Ricercati speciali e diventeranno
anche alcune delle storie che racconteremo in radio.

giovedì 3 febbraio 2011

STIAMO TORNANDO...!

Federica De Luca sociologa e una delle animatrici della Rete di Ricerca Pubblica racconta le attività di networking intraprese nel tentativo di salvare alcuni Enti di Ricerca pubblici a rischio di soppressione. Nonostante ciò cinque enti l'ISAE, l'ISPESL, lo IAS , l'INSEAN e l’ENSE sono stati soppressi dalla finanziaria 2010


Brano musicale: The future, LB

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-0922ce7c-85c4-4d46-a1aa-4b34ddc40ba0.html

martedì 19 ottobre 2010

Articolo su "Liberazione" di Rete Ricerca Pubblica

venerdì 15 ottobre 2010

14 OTTOBRE- ROMAUNO.TV - METROPOLIS-

Roma 14 ottobre 2010


Comunicato Stampa
ALLE 21.00- SU ROMA UNO- METROPOLIS
RIFORMA “SALVA-UNIVERSITA’”: E I SOLDI DOVE SONO?


Slitta la riforma dell’Università targata Gelmini: i soldi per la copertura finanziaria non ci sono. Cosa succede ora? Il disegno di legge arriverà all’esame del Senato? E quando? Studenti, ricercatori, docenti continueranno a protestare? Quando inizieranno i corsi del nuovo anno accademico?
E cosa stanno facendo gli atenei per affrontare la crisi e le difficoltà economiche?

A queste domande risponderà Metropolis, la trasmissione di approfondimento giornalistico di Roma Uno, condotto da Valentina Renzopaoli, che andrà in onda questa sera, giovedì 14 ottobre alle 21 e in replica domani alle 15 (digitale terrestre, freq. 860 su Sky, streaming su www.romauno.tv).

In studio ne discuteranno Bartolomeo Azzaro, Prorettore per lo Sviluppo delle attività formative e di ricerca Università La Sapienza, Giuseppe Santoni, Prorettore vicario Università di Tor Vergata, Alessandro Ferretti, Coordinatore nazionale Rete 29 Aprile, Elena Monticelli, Link Coordinamento universitario.

In collegamento telefonico Federica De Luca, Rete Ricerca Pubblica.


Presidio a Montecitorio- La Manovra non ha copertura finanziaria.

Anche la Rete Ricerca Pubblica in piazza con l'Università

Tratto da "Ilfattoquotidiano.it"

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/14/universita-gli-studenti-davanti-a-montecitorio-tenere-alta-lattenzione-contro-la-riforma/71689/

Università, gli studenti davanti a Montecitorio: “Tenere alta l’attenzione sul ddl”


L’onda della scuola diventa tzunami e arriva davanti a Montecitorio dove oggi si sarebbe dovuto discutere il ddl Gelmini. La notizia dello slittamento dell’esame del disegno di legge è arrivata ieri sera, ma il sit in di protesta c’è stato e – giurano gli organizzatori – andrà avanti fino a sabato, quando il corteo della scuola pubblica si unirà a quello della Fiom per sfilare a difesa dei diritti, della democrazia, della legalità e del lavoro.

Associazioni di studenti, universitari, ricercatori e anche docenti da tutta Italia contro l’affossamento della scuola pubblica con slogan e manifesti che parlano da soli: “Ghedini difendici tu siamo noi gli utilizzatori finali della scuola pubblica”, per la rete universitaria. “Gelmini ostaggio di Tremonti, dimettiti”, per la rete 29 Aprile. E ancora: “Una ministra in processione” per l’unione nazionale degli studenti (Udu) che ha lanciato il presidio davanti Palazzo Chigi.

“Perché – spiega Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell’Udu – l’aria che si respira è diversa, un piccolissimo passo avanti è stato fatto, ma quello che non vogliano è un progetto che distrugge il diritto all’istruzione e quindi è necessario continuare a tenere alta l’attenzione per dimostrare che non molleremo mai”. Dalla stessa parte anche il prorettore per lo Sviluppo delle attività formative e di ricerca della Sapienza, Bartolomeo Azzaro, che con l’articolo 33 della Costituzione attaccato dietro la schiena spiega le sue ragioni: “Nel nostro ateneo la situazione è davvero difficile. Se siamo qui anche noi professori è per dimostrare che questa è una battaglia che ci accomuna tutti, che nella protesta c’è sintonia”. E lascia intendere che quella d’ingegneria non rimarrà l’unica facoltà occupata visto la forte agitazione che c’è nelle altre sedi.

Nei maggiori atenei romani, da Torvergata a Roma Tre la protesta cresce ogni giorno con lezioni bloccate per il no dei ricercatori all’insegnamento e per la mancanza di fondi che dal ministero non arrivano. Lo stesso Luigi Frati, rettore del primo ateneo capitolino, per sua ammissione ha dichiarato di avere soldi per pagare gli stipendi fino a dicembre. “Situazione che accomuna tutta l’Italia” replica Sergio Zilli, ricercatore di Trieste e membro del Cun, Consiglio universitario nazionale, che denuncia un nuovo taglio di 280 milioni al Fondo ordinario di finanziamento (un finanziamento statale che costituisce la principale fonte di entrata per le università italiane): “La situazione è drammatica ed è destinata a peggiorare, perché con la scure della Gelmini, oltre alle risorse già detratte dalla legge 133, sono previste altri tagli per un totale che porterà l’Ffo da 7,2 a 6,1 miliardi”.

“Anche se il parere sul ddl Gelmini è stato spostato per dopo la sessione di bilancio, quindi a metà novembre, noi continuiamo ad alzare la testa, e il movimento non si ferma come vuole far credere qualcuno”. A parlare è Teresa Numerico del coordinamento di Romatre: “La rabbia sale anche se il nostro rettore cerca tenere a bada l’ateneo”. Nei giorni scorsi la Gelmini aveva parlato di riforma moderna e innovativa attendendo l’approvazione del Parlamento e la copertura economica del Ministero dell’Economia. “Eppure a noi nessuno chiede mai niente”, si interroga Gianfranco Mascia del popolo viola: “Studenti, genitori e lavoratori della scuola non sono mai stati ascoltati sulle riforme da fare. La scuola è il futuro dei nostri figli e del nostro Paese, ma noi non possiamo partecipare ad una riforma che ci vede in prima linea. Non staremo a guardare mentre si porta avanti questo scempio”.

di Luigina D’Emilio

mercoledì 13 ottobre 2010

Repubblica.it per il 14 Ottobre

http://www.repubblica.it/scuola/2010/10/13/news/riforma_a_rischio-8017333/?ref=HRER1-1

Università, duello sui fondi la riforma Gelmini è a rischio

Il Tesoro stronca il testo che la Camera sta cercando di approvare a tempi strettissimi: "Non c'è copertura". Si blocca l'esame in Commissione e l'arrivo nell'Aula già slitta a venerdì. Il Fli attacca:"Senza modifiche sui precari votiamo contro". Bossi: "Meglio i soldi per i ricercatori che per le bombe". E domani sit-in di protesta a Montecitorio

di SALVO INTRAVAIA

ROMA - A rischio la riforma dell'università. Secondo la relazione della Ragioneria generale dello Stato, il disegno di legge approdato in commissione Bilancio a Montecitorio non ha la copertura finanziaria su diversi punti: soprattutto su quello che prevede l'assunzione di professori di seconda fascia (associati) entro il 2016 e che potrebbe sbloccare la protesta dei ricercatori che si astengono dalla didattica. E la conferenza dei capigruppo ha già deciso di rinviare a venerdì l'arrivo della legge in aula, sempre che un accordo venga trovato, visto che oltre al no dell'opposizione anche Futuro e libertà lega il suo voto alle modifiche proposte alla Camera. Dubbi giungono anche dalla Lega, con parole dure di Bossi implicitamente critiche anche della missione a Kabul: "Meglio trovare i soldi per i ricercatori che spenderli per le bombe".


A proposito della norma che evita la "rottamazione" degli attuali 26 mila ricercatori italiani, il Fli spiega che questa è una misura cui Fli non intende rinunciare per cui "se il governo non garantirà le risorse necessarie ad una riforma universitaria che tenga conto dei fondi indispensabili per la ricerca, il gruppo di Futuro e Libertà chiederà il ritiro del testo al ministro Gelmini".

14 OTTOBRE CON LA RICERCA conto il GOVERNO!

Rete Ricerca Pubblica ci sarà..
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LA RICERCA E' UN UNICO GRANDE MONDO
CHE STANNO DISTRUGGENDO!!!