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Isaac Newton




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giovedì 20 settembre 2012

LA NUOVA MODA DELLE AGENZIE


Siamo al tramonto dell'Autonomia Scientifica

(Di Alberto Civica) In un recente comunicato la UIL RUA ha espresso una posizione di netta critica alle esternazioni del Ministro Clini sul ruolo e funzione dell’ISPRA. Sempre su questo tema, altrettanto preoccupanti appaiono le dichiarazioni di falsa contrapposizione rilasciate dai deputati PD Onorevoli Mariani e Bratti. Secondo questi su l’ISPRA bisognerà misurare le “reali intenzioni del Ministro sulla nostra proposta di legge sulla riforma delle agenzie”, sulla quale “vi è un’ampia convergenza delle forze politiche”, tanto che tengono a precisare che il relatore della proposta è l’On. Tortoli del PDL. Sulle intenzioni di Clini potremmo già fare alcune previsioni e rassicurare Mariani e Bratti, ricordando che il Ministro si è già espresso da tempo in favore di una super agenzia dell’ambiente. Quindi, nella sostanza sono tutti d’accordo.

Sembra di poter dire che lo spettro dell’agenzia si aggira nella ricerca. In questi mesi tale modello ha trovato nel PD un nuovo attivissimo sostenitore, pronto promuovere fuori e dentro il Parlamento interventi tesi a ridefinire la natura dei singoli Enti Pubblici di Ricerca: ISFOL, ISPRA, INRAN, CRA, ENSE, INCA ed INEA. Da ultimo il Presidente del CNR Nicolais ha chiuso il cerchio, sostenendo la necessità di istituire una “meta agenzia attuatrice delle politiche pubbliche su ricerca e innovazione”. Insomma, per Nicolais la panacea di tutti i mali sta nella super - mega agenzia delle agenzie. Senza voler banalizzare la proposta, che avrà aspetti comunque degni di approfondimento, il primo dubbio riguarda il ruolo da attribuire al MIUR in questo schema.  

Al di là dei soliti richiami ad una maggiore efficienza e competitività, tanto generici quanto ovviamente condivisibili, in tema di ricerca sarebbe bene ricordare alcuni aspetti. Il più evidente è costituito dai continui tagli operati dai diversi Governi alle risorse finanziarie e riproposti anche da Monti: sembra paradossale che nella proposta del sistema delle agenzie non ricordi il processo di costante disinvestimento nella ricerca italiana ed i conseguenti effetti negativi in termini di organizzazione, attività e valorizzazione professionale.

Senza la previsione di risorse adeguate, appare fuorviante e paradossale discettare sull’inadeguatezza dell’attuale sistema e puntare tutto su una mera riforma degli ordinamenti. E’ del tutto evidente che la modifica della natura giuridica, da Enti ad Agenzie e super Agenzie, non possa di per sé migliorare le cose. In questo senso, il solito richiamo ad altre nazioni virtuose dovrebbe essere fatto con maggiore onestà intellettuale, ricordando anche il livello di finanziamento e non solo lo schema organizzativo.

Se termini e concetti hanno ancora un senso compiuto, va sottolineato infine che il modello delle agenzie rimanda ad un assetto in cui viene sacrificata l’autonomia degli Enti di Ricerca, a fronte di un maggior controllo del Governo e in ultima analisi della politica. Già da tempo assistiamo ad una occupazione dei vertici degli EPR da parte della politica, quella stessa che oggi ne invoca una sostanziale riforma. Manca quindi solo l’ultimo passo: istituzionalizzare tale controllo ed eliminare anche la parvenza del principio dell’autonomia della ricerca. Con buona pace di quanto previsto dalla Costituzione e degli inascoltati appelli del Presidente Napolitano.


Il Segretario Generale UIL RUA
Alberto Civica


lunedì 9 luglio 2012

Spending Review: ecco i Numeri del Sole 24Ore

[...]
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-07/solo-miliardi-tagli-2012-081055.shtml?uuid=Abv2I43F


Gli allegati alla versione definitiva del decreto svelano anche una verità in materia di ricerca. 


A fronte del rinvio a un futuro provvedimento della riorganizzazione per i 12 enti finanziati dallo Stato, che era tra l'altro stata sollecitata dallo stesso presidente della Repubblica prima del Cdm di giovedì, gli enti di ricerca si vedono ridurre i trasferimenti di oltre 88,4 milioni a regime dal 2013. 


E nei prossimi 5 mesi perderanno altri 33,1 milioni di risorse. 

Oltre il 55% del taglio peserà sugli enti che fanno capo al ministero dell'Istruzione. 


Quest'anno, infatti, il Miur si vedrà ridurre i trasferimenti di 19,2 milioni

  •  oltre 9 milioni saranno lasciati sul terreno dall'Istituto di fisica nucleare (24 dal 2013) 
  • e oltre 6 milioni (16 a regime) dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). 
Interessato alla sforbiciata anche il Lavoro con tagli complessivi di 4 milioni per l'Inail (2,1 milioni nel 2012) e 1,9 per l'Isfol, che diventano 5,1 dal 2013. 


Senza dimenticare i 7 milioni complessivi che perderanno i tre istituti di ricerca controllati dal ministero dell'Agricoltura: Cra, Istituto nutrizione e Inea.