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"Se ho potuto vedere più lontano degli altri... è perché sono salito sulle spalle dei giganti".

Isaac Newton




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venerdì 12 ottobre 2012

DDL STABILITA', CI RIFORMA?

Dopo 48 ore non abbiamo ancora il testo definitivo.
Nell'ultima versione del testo circolante l'Intero Sistema della Ricerca Pubblica sarebbe ristrutturato dall'ART.11 del DDL.

In attesa di conoscere il testo definitivo del DDL STABILITA' che sarà licenziato dal Consiglio dei Ministri e che vedrebbe completamente ristrutturato il sistema della Ricerca Pubblica in Italia con un semplice articolo all'interno di un DECRETO DI SPESA (perché utilizzare un decreto di spesa, se non per risparmiare?)..

In attesa di capire cosa è vero di certi deliri di onnipotenza (anche quando si tratta di governi tecnici e uscenti)...

Nella speranza che le rappresentanze dei lavoratori vengano convocate al più presto vista l'IMPORTANZA DELL'IMPATTO di una tale "Riforma" sull'intero Sistema della Ricerca Pubblica e sul destino di migliaia di precari dei 14/15 enti soppressi (e non chiamatela RIORGANIZZAZIONE...)

Pubblichiamo l'unico testo circolante ad oggi, ribadendo che potrebbe trattarsi di una Bozza e non abbiamo ancora nessuna conferma del fatto che sia quello definitivo.


Articolo 11 
Riordino degli enti di ricerca




1. Al fine di assicurare la piena integrazione e il coordinamento unitario dell'attività di ricerca del Paese, il sistema della ricerca è organizzato in:
a)Centro nazionale delle ricerche (CNR; di seguito, Centro), di cui ai seguenti commi;
b)Agenzia per il trasferimento tecnologico, di cui all'articolo 2;
c)Agenzia per il finanziamento della ricerca, di cui all'articolo 3.
2. È istituito, con sede in Roma, il Centro nazionale delle ricerche (Cnr), che svolge il ruolo di coordinamento e di rappresentanza unitaria in materia di ricerca dei seguenti enti.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge il Consiglio nazionale delle ricerche, l'Istituto nazionale di fisica nucleare, l'Istituto nazionale di astrofisica, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, l'Istituto nazionale di ricerca metrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l'Istituto italiano di studi germanici, l'Istituto nazionale di alta matematica, il Museo storico della fisica, il Centro di studi e ricerche "Enrico Fermi" nonché l'Istituto per lo sviluppo e la formazione professionale dei lavoratori, di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, sono soppressi e i relativi organi statutari decadono.
4.Le funzioni e i compiti in materia di ricerca attribuite agli enti di cui al comma 3 dalla normativa vigente e le inerenti risorse umane, strumentali e finanziarie, compresi i relativi rapporti giuridici attivi e passivi, nonché i beni mobili e immobili di proprietà degli enti soppressi sono trasferiti, senza che sia esperita alcuna procedura di liquidazione, neppure giudiziale, al Centro, nei termini di cui al comma 5.
5.Gli organi statutari ordinari e straordinari degli enti di cui al comma 3, ciascuno per le rispettive competenze, assicurano la gestione ordinaria degli enti soppressi fino a novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, predisponendo e deliberando un'analitica relazione sulla gestione riferita al periodo dal 1° gennaio 2012 all'entrata in vigore della presente legge e una relazione sulla gestione ordinaria di chiusura per gli effetti del presente articolo, nonché un' analitica rappresentazione della consistenza patrimoniale da trasferire, che dovrà essere sottoposta al consiglio di amministrazione del Centro per le conseguenti deliberazioni. Ai componenti degli organi degli enti soppressi i compensi, indennità o altri emolumenti comunque denominati a loro spettanti sono corrisposti fino alla data di adozione della deliberazione della relazione di cui al periodo precedente e, comunque, non oltre novanta giorni dalla data di soppressione.
 CONTINUA A LEGGERE CLICCANDO SUL SEGUENTE LINK:



lunedì 1 ottobre 2012

INGV. (P.P.P.) Proteste, Paure e Prospettive.



Prospettive

29092012
Ci siamo lasciati poco dopo il 18 Luglio, quando era stato appena firmato il sudato Accordo Decentrato di Ente per il rinnovo dei contratti di lavoro di 200 di noi fino al 2016 e per il riconoscimento dell’anzianità di servizio e della continuità contrattuale (senza alcuna garanzia di rinnovo però) per altri circa 100 precari i cui stipendi gravano su fondi di progetti esterni (per esempio Europei).
In questo momento siamo però ancora in attesa dell’effettiva attuazione di quell’accordo e cioè, in particolare, dell’aggiornamento dei contratti al 2016.
La strada verso questo accordo è stata talmente complessa e inutilmente faticosa che … solo quando la data di scadenza apposta sui nostri contratti sarà stata cambiata, considereremo chiuso quantomeno l’aspetto formale di questa storia.
Resta purtroppo, come una spada di Damocle, la clausola della “verifica annuale della disponibilità economica” che, lo ricordiamo, vuol dire che se il MIUR, per esempio, dovesse decidere di tagliare i fondi all’INGV, i primi a saltare saremmo proprio noi precari (in particolare gli aventi diritto alla stabilizzazione dato che gravano sui fondi ordinari).
Se pensate che questo sia un piagnisteo insensato di fronte alle centinaia di migliaia di disoccupati che stanno affollando l’Italia, vi sbagliate.
La ricerca è trattata in Italia in un modo indegno e gli Enti Pubblici di Ricerca, potenziali fonti di risparmi miliardari e di sviluppo (quindi di lavoro anche per altri), sono considerati alla stregua di qualunque ufficio pubblico amministrativo.
Si capisce dal fatto che per i nostri amati governanti  rilanciare la Ricerca significa sempre e solo accorpare gli Enti in base al nome o alla funzione, proporre ulteriori tagli e/o trasformarli in Agenzie dei Ministeri, cioè in cagnolini del governo di turno. Si vede che gli Enti di Ricerca sono visti più come un fastidio che come una risorsa.
In teoria accorpando gli Enti (come anche le fabbriche) si possono risparmiare figure dirigenziali amministrative ma, in sostanza, non sono quelle le persone che di solito saltano nella pubblica amministrazione (in un modo o in un altro quelli li sistemano, magari altrove, o li pre-pensionano) ma in genere sono i dipendenti, soprattutto se precari, a vedersela male.
L’INRAN, nostro Ente vicino di casa della sede di Roma, dopo aver già inglobato altri Enti in passato, è stato ora a sua volta accorpato al CRA  e come conseguenza, da agosto, i dipendenti non vedono un Euro. L’Amministrazione non paga i loro stipendi. Come e fosse una cosa normale che una famiglia che ha due euro in banca, per due mesi non abbia entrate. Come se fosse normale che per la totale incapacità dirigenziale a tutti i livelli, una serie di persone/famiglie debbano trovarsi a elemosinare quanto gli è dovuto e per giunta in una media assenza di informazioni serie, seppure in presenza di molta solidarietà ministeriale a chiacchiere varie.
Anche supponendo che entro Dicembre gli sia restituito quanto al momento gli stanno RUBANDO, è palesemente incerto, molto incerto, il futuro dei precari (ci sono co.co.co. da 10 anni 10) dopo l’accorpamento al CRA.
Quanto sta accadendo ai colleghi dell’INRAN, oltre ad essere SCANDALOSO, è anche un monito. Per tutti i lavoratori, pubblici e privati.
Dicono che i soldi mancano, quindi fanno tagli e accorpamenti giustificati dalla razionalizzazione. La razionalizzazione dovrebbe essere la norma ma in Italia proprio non lo è. Quindi quando la si fa non tocca certo mai gli sprechi veri (men che meno gli scandali milionari della politica) ma si abbatte sui lavoratori seri. Sulle vere risorse umane.

martedì 18 settembre 2012

Inran, frammenti di Grecia

Inran, i ricercatori senza stipendio ad agosto

06/09/2012 - Frammenti di Grecia per chi lavora nella pubblica amministrazione

(di Filippo Pala)

La crisi sta per finire, è dentro di noi, oppure, come dicevano i nostri governanti qualche mese fa, è solo “una percezione psicologica”? Il premier italiano Mario Monti, forse per incoraggiarsi da solo, dice quasi ogni giorno che noi non finiremo come la Grecia e che la situazione economica migliorerà presto. E’ possibile, ma uno dei segnali del crollo dei nostri vicini ellenici è stato proprio quando si è iniziato a non pagare più gli stipendi, perfino nella pubblica amministrazione, e a chiudere uffici ed enti che poco avevano per essere classificati come “inutili”.
QUELLO STIPENDIO CHE NON C’E’ - Segnali che con la spending review sono arrivati anche in Italia, come accusano i ricercatori dell’ormai ex Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), che si occupano di “studio degli alimenti e del loro ruolo nel mantenimento della salute e nella prevenzione del rischio di malattie correlate all’alimentazione” e non hanno ancora ricevuto lo stipendio del mese di agosto, senza nemmeno una prospettiva certa di quando questo accadrà. Un danno che si aggiunge alla beffa di essere già stati soppressi e accorpati al Cra (Consiglio per la Ricerca e sperimentazione in Agricoltura) dalla recente spending review montiana, nonostante i loro studi finiscano spesso sulle pagine dei maggiori quotidiani perché di interesse per la collettività, come accaduto anche di recente: a luglio, i ricercatori avevano occupato la loro sede romana contro la soppressione, salvo poi sospendere quella forma di agitazione per le rassicurazioni dei vertici Cra sulle modalità di integrazione dei nuovi arrivati.
LA SORPRESA – Certo, non immaginavano che il primo atto di “integrazione” fosse il fulmine a ciel sereno del mancato pagamento, per tutti loro, dello stipendio agostano, oltretutto arrivato, come racconta un comunicato dell’assemblea dei ricercatori, “senza alcuna comunicazione preventiva da parte di chicchessia, creando conseguentemente notevoli disagi e problemi alle famiglie dei dipendenti, molte delle quali monoreddito”. Un problema che, stando agli ultimi incontri sindacali, non sembra nemmeno risolvibile in tempi brevi, tant’è che i lavoratori si sono rivolti al ministro vigilante, quello dell’agricoltura Mario Catania, perché trovi soluzione al problema con il “pagamento delle spettanze dovute a chi da anni ha contribuito al benessere dei cittadini Italiani, lavorando nella ricerca pubblica sugli Alimenti e la Nutrizione”.

SENZA REGOLE -
 Il vizio, secondo le giustificazioni “ufficiali” fornite dall’amministrazione del Cra ai lavoratori, starebbe nel decreto di accorpamento, in cui parla di trasferimento delle competenze ma non del personale, che quindi fino ai decreti attuativi resterebbe teoricamente in forza all’Inran, che però non esiste più, quindi in realtà i lavoratori si trovano in una “terra di nessuno”, che nega lo stipendio ai dipendenti e probabilmente la stessa prosecuzione del contratto ai tanti precari che si occupano di ricerca sulla nostra alimentazione.

martedì 28 agosto 2012

...e Monti disse "SPENDING"... e "SPENDING" FU!

 Scusandoci per non aver aggiornato il Blog negli ultimi 20 giorni... CI SIAMO DOVUTI riprendere psicologicamente dalla botta della Spending Review..


... si riportano di seguito alcuni comunicati sindacali che fotografano abbastanza bene l'impatto de tagli previsti dalla Manovra Finanziaria cosiddetta "Spending Review" sul sistema degli Enti Pubblici di Ricerca.


I giornalisti "beninformati" parlano già di una Spending Review FASE 2 che sarà inserita nella manovra per la Stabilità, sulla quale il Governo porrà la fiducia.

Quanto alla Spending Review di Luglio, nonostante gli appelli, i sit-in, le manifestazioni,
le promesse, gli incontri con i vertici politici di tutti gli schieramenti.. il risultato è stato a dir poco umiliante. Per l'ennesima volta gli enti non vigilati dal Miur sono stati trattati come figli di in Dio Minore. 

La legge, per l'ennesima volta, stabilisce una discriminazione insensata e figlia della peggiore politica fra Enti vigilati dal Miur ed Enti Vigilati da altri Ministeri (Ministero del Lavoro, Ministero della Salute, Ministero dell'Ambiente, Ministero dell'Agricoltura...).
Sui secondi si interviene sempre in modo diverso che sui primi.

Già due anni fa Tremonti riservò un trattamento a dir poco feroce agli enti "non vigilati dal Miur" nella Manovra Straordinaria di Luglio..
e furono soppressi 3 ENTI di Ricerca, senza produrre un euro di risparmio:

-ISAE, era vigilato dal Ministero dell'Economia, quindi dal fautore della Manovra che non gradiva i dati e gli studi dell'Ente che dipendeva dal Suo Ministero, li considerava giudizi sul Suo operato. 

-ISPESL, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, privato della sua natura di Ente di Ricerca fu accorpato all'Inail con evidente conflitto d'Interesse.

-IAS, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sciolto e accorpato all'Isfol, delle ricerche svolte dallo IAS si sono perse le tracce, l'Isfol non ho portato avanti neanche una delle attività che svolgeva lo IAS, ad oggi i ricercatori EX-IAS sono stati ricollocati sulle attività dell'Isfol.

Poi ci fu il caso dell'ENSE (Ente Nazionale Sementi Elette con sede a Milano), l'unico ente, insieme all'Insean, con il Bilancio in Attivo perchè produce le certificazioni europee necessarie per le sementi. Nel 2010 l'Ense fu SOPPRESSO accorpato all'INRAN che oggi nel 2012, con questa spending review, viene SOPPRESSO a sua volta e l'Ense viene nuovamente sfilato quasi fosse un piccolo oggetto e accorpato ad un nuovo ente vigilato.

Nel 2010 fu soppresso anche l'INSEAN, ma la parola soppressione in questo caso non è stata foriera di grandi drammi, si potrebbe definire una vera e propria riorganizzazione.
L'Insean (meglio conosciuto come VASCA NAVALE) fino al 2010 Epr AUTONOMO, fu soppresso e accorpato al CNR (Miur), di cui è attualmente un ISTITUTO.

Nel 2012 la storia si ripete, i tagli vengono mantenuti per gli EPR non vigilati dal MIUR.

A quanto pare è passato l'emendamento del PD che sfilava i cosiddetti "Enti Miur" dai Tagli..

Per l'INRAN SI è PROVVEDUTO ALLA SOPPRESSIONE (in parte confluirà nel CRA).

Per l'Ispra si ventilano varie forme di trasformazione in agenzia, idem per l'Isfol.

E per tutti gli enti vigilati dal Miur i tagli vengono spostati sul Ministero, che certo non mancherà di far sentire il suo potere.

La Rete Ricerca Pubblica è costituita da lavoratori di tutti gli Enti di Ricerca (Miur e non Miur) fra di noi la solidarietà e la consapevolezza non è mai mancata.
Il "dividi et Impera" non funzionerà. 
Il Sistema della Ricerca (tutto!) ha bisogno di essere protetto e rilanciato.
Per questo continueremo a far sentire la nostra voce, affinchè un giorno si possa arrivare ad un Piano della Ricerca Pubblica Nazionale che riveda il Sistema degli Enti e delle Vigilanze per consentire il rilancio della ricerca, dello sviluppo e della conoscenza..senza clientelismi e false strategie di rilancio.
E continueremo a sorvegliare ogni parola che non si trasformerà in fatti.


lunedì 9 luglio 2012

Spending, SONO TAGLI LINEARI

Sulla Ricerca Pubblica si sta agendo come se fosse un buco nero dello stato.
Il governo dei professori taglia sulla Ricerca Pubblica (in alcuni casi a favore dei privati), sempre a scapito dei cittadini e dei lavoratori della ricerca.


Due anni fa criticavamo TREMONTI e i suoi tagli lineari, 
oggi critichiamo con forza MONTI e i suoi MINISTRI.


Come abbiamo già visto negli ultimi due anni, TAGLIARE SULLA RICERCA affossa il paese non lo aiuta in nessuna caso e per nessun motivo.


Rivedere la spesa, riorganizzarla e rendere la ricerca pubblica uno strumento di rilancio del paese è possibile.. TAGLIARE 88,4 MILIONI DI EURO è sbagliato.


Sfidiamo chiunque a dimostrare la bontà e l'utilità di questi tagli senza cadere nella demagogia brunettiana dell'attacco alla PA.


Non è necessario uno studio di mesi per capire cosa c'è dietro questo decreto.


Con la soppressione dell'Inran c'è addirittura il rischio di aprire ai PRIVATI in tema di sicurezza alimentare, anche Altroconsumo.it è in pieno allarme per questo.


Per tutti gli enti coinvolti significa paralisi, mancanza di fondi e PRECARI A CASA.


Non ci arrenderemo facilmente!



sabato 7 luglio 2012

Spending Review: INRAN E ISFOL

Risultato al fotofinish..
 L'ISFOL entra nella Spending Review a sorpresa...


piazzandosi al COMMA 90 dell'Art.12 del testo definitivo.




90. In funzione del processo di razionalizzazione dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL), istituito con il decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1973, n. 478, e di contenimento dei costi degli organismi collegiali, il regime di commissariamento del suddetto Istituto disposto, a partire dal 22 dicembre 2011, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, i cui effetti sono confermati, mediante la nomina di un dirigente generale di ruolo del Ministero, è prorogato fino all’approvazione del nuovo Statuto, volto a riordinare il predetto Istituto secondo regole di contenimento della spesa e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012.