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"Se ho potuto vedere più lontano degli altri... è perché sono salito sulle spalle dei giganti".

Isaac Newton




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giovedì 10 aprile 2014

Anche la Carrozza da ragione a Rete Ricerca Pubblica


Anche l'ex Ministro della Ricerca ammette:
  • la necessità di una revisione organizzativa degli Enti Pubblici di Ricerca,
  • l'urgenza di superare il meccanismo delle Piante organiche negli EPR, che abbiamo chiesto anche nella nostra Audizione in Senato.
  • la necessità di riorganizzare il mondo degli EPR anche per limitare il sistema delle  Vigilanze inaccettabili "la ricerca non può essere gestita da burocrati."


Un nuovo passo per la #ricerca pubblica


Un giovane ricercatore mi ha raccontato che nel rinnovare la carta d’identità è stato in seria difficoltà nel dichiarare il proprio mestiere, apparentemente non riconosciuto formalmente dalla burocrazia dello stato. Paradossalmente “ricercatore” è ancora una professione non riconosciuta, invisibile. Non esiste nemmeno un comparto della ricerca nella pubblica amministrazione e si applicano regole e criteri che non possono essere adatti a questo mondo. In un mondo che va velocissimo obblighiamo gli enti di ricerca a utilizzare strumenti come quello della ‘pianta organica’, che blocca quei processi di adattamento necessari ad una continua competizione internazionale. E’ come chiedere di correre la Formula 1 con una cinquecento. Eppure il ricercatore è il mestiere più progressista che c’è: sempre in movimento, sfida continuamente le verità acquisite, il dogmatismo. Per loro quello che ieri era sicuro, non lo è più oggi, con la certezza che verrà sicuramente modificato in futuro.
Addirittura per il biologo e filosofo francese Jean Rostand, la ricerca scientifica è la sola forma di “poesia” che sia retribuita dallo Stato.
E noi, nonostante tutto, abbiamo buoni “poeti”. Infatti su Nature, la più diffusa e nota rivista scientifica al mondo, i nostri ricercatori vengono definiti “pochi ma buoni”: negli ultimi dieci anni la qualità media degli articoli scientifici pubblicati da ricercatori italiani, misurata attraverso il numero di citazioni, è costantemente aumentata.
Ma la prosa della realtà è molto aspra per i ricercatori che contribuiscono a migliorare le nostre vite in tutti i campi del sapere umano, con enormi difficoltà burocratiche, una vita precaria e ampie sacche di conservatorismo. In realtà la ricerca serve eccome: al progresso, a costruire il nostro futuro ed a creare i presupposti perché il nostro rimanga un paese manifatturiero.
Ma per rilanciare la ricerca in Italia occorre pensare ad una riforma radicale del sistema pubblico, in modo da allineare il nostro paese alle buone pratiche europee e internazionali.
Sfruttiamo questo momento di riforme e di revisione della spesa pubblica per parlare anche degli enti pubblici di ricerca. Spending review non deve essere sinonimo di tagli, ma di una migliore comprensione di come spendiamo, di come investiamo e di come possiamo migliorare la gestione delle esigue risorse messe in campo per la ricerca dando alla politica, al governo e al parlamento gli strumenti per programmare, finanziare e utilizzare al meglio i risultati della ricerca.
Come potremmo affrontare altri tagli se gli investimenti in ricerca sono indietro rispetto alla media europea? Siamo ancora fermi all’1,26% del PIL, lontano dall’obiettivo di raggiungere l’1,53% del Pil per il 2020.
In attesa di una forte volontà politica che possa aumentare fondi e risorse, abbiamo il dovere di riorganizzare tutto il settore degli enti pubblici di ricerca, rendendoli più integrati, più efficaci, collaborativi e di respiro internazionale. L’attuale organizzazione degli enti pubblici di ricerca, dispersi negli uffici dei vari ministeri ‘vigilanti’, nascosti sotto sigle dai nomi esotici e con acronimi impossibili da sciogliere, non può essere funzionale al ruolo fondamentale che essi devono svolgere al servizio del governo e del paese.
Il modello di organizzazione non può che essere quello di consigli di ricerca tematici, su temi strategici, raccolti in un sistema gestito da una agenzia nazionale delle ricerche che provveda alla programmazione, al finanziamentoe al monitoraggio delle attività. L’agenzia deve essere dotata di consiglieri scientifici e di personale qualificato con alto profilo internazionale: la ricerca non può essere gestita da burocrati.
Se la politica non esercita la sua funzione d’indirizzo in modo trasparente, la ricerca frammentata rischierà di essere controllata da qualche capo dipartimento dei ministeri e non riuscirà a ritrovare la funzione ideale di sostegno allo sviluppo scientifico del paese.
Dobbiamo sciogliere il legame con il singolo ministero vigilante, per abbracciare un modello più orizzontale di gestione che possa portare ad una maggiore autonomia e capacità di sviluppo.
In questo nuovo contesto il Piano Nazionale della Ricerca (PNR) deve essere considerato il documento principale per la definizione del nostro progresso economico, sociale e tecnologico. Per questo deve essere un atto del governo e influire su tutti gli altri enti pubblici, che a loro volta devono dare contributi e pareri, in un ambiente di forte condivisione e collaborazione.
Una nuova organizzazione degli enti pubblici di ricerca è uno strumento essenziale per un nuovo modello economico basato sulla conoscenza e sul capitale umano, l’anello di congiunzione tra lavoro e sapere.
Il progresso scientifico è il risultato dell’azione di ricercatori “ribelli” che sfidano lo status-quo dei saperi consolidati e portano avanti la scienza. Una politica della ricerca deve dare a questi “ribelli della conoscenza” gli strumenti per avere l’autonomia necessaria per inseguire con passione le proprie sfide.  Per questo avevo definito il 2014 l’anno dei giovani ricercatori, cercando di porre un freno alla tremenda emorragia di talento che costringe molti italiani a spostarsi all’estero o peggio ancora, all’abbandono del perseguimento dei propri sogni."

giovedì 27 settembre 2012

SCIOPERO DELLA RICERCA PUBBLICA


Il 28 settembre 2012 sciopero di Università, Ricerca e AFAM

Manifestazione nazionale a Roma 

con corteo da Piazza Esedra alle ore 9.00

Il 28 settembre 2012 sarà il giorno dello sciopero dei lavoratori pubblici, indetto dai sindacati di categoria della CGIL e della UIL, con la sola esclusione del comparto scuola che sciopererà il 12 ottobre.
Tante le ragioni dei lavoratori pubblici per scendere in Piazza e manifestare a Roma, con un corteo che partirà la mattina da Piazza Esedra.
I tagli operati dal Governo Monti con la cosiddetta spending review rischiano di completare tristemente e definitivamente il tracollo dei settori della conoscenza.
Tagli agli organici, ai finanziamenti, soppressioni di Enti, aumento delle tasse universitarie… ancora una volta la ricerca, l'istruzione, l'alta formazione vengono viste non come motori di sviluppo per il Paese, ma come zavorra da tagliare.

Un'idea classista della conoscenza, appannaggio di pochi e subordinata alle scelte dei potentati economici, un'idea in continuità con il pensiero brunettiano del dipendente pubblico fannullone e improduttivo che sta portando l'Italia indietro di parecchi decenni.
Sempre più si stanno minando le potenzialità di sviluppo del Paese per colpire i lavoratori lasciando intatte le sacche di privilegio.
  • Per riaffermare il diritto allo studio, rivendicare adeguati investimenti, difendere il principio dell'autonomia scientifica ed organizzativa,
  • per denunciare la perdita del potere d'acquisto dei salari con i rinnovi contrattuali diventati ormai una chimera,
  • per contrastare il taglio degli organici e difendere la dignità professionale dei lavoratori pubblici,
  • per dare prospettive occupazionali ai tanti precari pubblici che rischiano il licenziamento,
  • per superare il blocco del turn over,
  • per battere il piano di smantellamento degli Enti Pubblici di Ricerca,
per tutte queste ragioni la FLC CGIL invita tutti i lavoratori delle università, degli enti di ricerca e dell'alta formazione artistica e musicale a far sentire la propria voce, a scioperare ed a manifestare il giorno 28 settembre.

lunedì 17 settembre 2012

UN'AGENZIA PER LA RICERCA (di Luigi Nicolais)

Il Fatto Quotidiano (Luigi Nicolais*) - 13 Settembre 2012 

PIAZZA GRANDE 

In questi tempi difficili è necessario avviare una riforma per restituire energia e creatività alla formazione scientifica, ponendo le diverse realtà sotto il controllo di una struttura che le coordini tutte Quando si toccano le leve qualificanti il futuro, proprio e collettivo, come la conoscenza, la formazione, l'innovazione, occorre avere buon senso, capacità critica, autonomia di giudizio, umiltà, coraggio, immaginazione. Le future politiche scientifiche del Paese dovranno essere mosse da queste energie e non da visioni di parte, aspettative immediate, motivazioni tiepide. 

E dovranno poter contare su risorse significative. La creatività, il valore e le competenze dei nostri ricercatori, la cui qualità dell'impegno scientifico è internazionalmente riconosciuto, sono tra i punti di forza più originali e potenti per rimettere in moto il Paese, accelerarne la crescita, innalzarne qualità e tenuta competitiva. Da anni - trop pi - la ricerca italiana è stata ispiratrice e oggetto di maldestri tentativi di riforma che hanno ottenuto, quasi sempre e nonostante le buone intenzioni dei proponenti, effetti discutibili se non pegg iorativi. IL MONDO dei saperi e della formazione è ormai asfissiato da un fitto groviglio normativo e procedurale, dal precariato elefantiaco, dalla progressiva perdita di consenso e valore sociale, dall'im possibilità di programmare il proprio futuro. E non basta affidare il rilancio alla sola valutazione, quando ancor prima di vederne applicazioni ed effetti, la distinzione con le funzioni di indirizzo e programmazione non è sempre del tutto chiara. Al punto in cui siamo, poi, il sistema non è in grado di autoriformarsi: troppe le beghe e gli interessi interni, i narcisismi, i condomini. 

Non abbiamo più tempo. Altri Paesi, anche in questi tempi difficili, vanno facendo scelte coraggiose e in controtendenza, che in pochi anni li porteranno a controllare domini scientifici e tecnologici, a creare nuovi mercati ai quali detteranno le regole, determinando costi e benefici. 

Occorre ripartire insieme, ricostruendo una forte solidarietà sociale attorno alle scienze per riportare al centro di ogni azione politica il tema della crescita competitiva costruita sull'avanzamen to e sull'uso dei saperi. Una crescita che sia garanzia di inclusione e mobilità sociale, sostenuta, principalmente, ma non esclusivamente, da politiche e risorse pubbliche: gli investimenti in formazione e ricerca, in un periodo di tagli importanti al welfare, devono evidenziare l'alto significato morale, politico ed economico che esercitano per la vita e il futuro di ognuno. Bisogna avviare una azione di riordino, delegificazione e semplificazione per restituire libertà, energia, creatività all'intera filiera della formazione, della ricerca e dell'i n n ova z i o n e . 

Occorre aggregare, tagliare, riscrivere, attribuire con chiarezza funzioni e competenze, separare nettamente l'indirizzo dalla gestione, monitorare, premiare, scegliere, dismettere e investire. Vanno adottati nuovi modelli di governo: l'autonomia, di cui in alcuni casi è stato svilito l'originario significato e valore, è da recuperare e de-ideologizzare, associandola a responsabilità e capacità di fare rete. In una visione di governo sistemico, agenzie e strutture pubbliche deputate a intervenire sul mondo dei saperi sono da ricondurre sotto l'egida di un'unica realtà collegata direttamente ai più alti vertici istituzionali, riconosciuta per trasparenza, autorevolezza, competenze e funzioni da tutte le comunità scientifiche, nazionali e internazionali. 

Una sorta di meta-agenzia attuatrice delle politiche pubbliche su ricerca e innovazione, capace di promuovere, su scala internazionale, il Sistema Ricerca Italia; accedere competitivamente a risorse e programmi comunitari; 
rafforzare il trasferimento dei risultati scientifici ai sistemi produttivi e dei servizi; 
sostenere la nascita di spin off; attrarre capitali privati; 
favorire l'esplorazione di nuovi campi scientifici e tecnologici. 

UNA STRUTTURA agile nella governance, affidabile nelle relazioni con i governi locali, i settori finanziari, gli apparati produttivi; veloce nell'i n d i v i d u a re , selezionare, valutare interventi strategici per la diffusione dell'in novazione e l'avanzamento dei saperi. Per fare questo occorre disporre, accanto a politiche e risorse finanziarie, anche di capitale umano. 

Per questo è indispensabile riportare il turnover al 100% delle risorse liberate dai pensionamenti, abbinandovi un piano straordinario di assunzioni al fine di garantire continuità e qualità al lavoro delle decine di migliaia di ricercatori pronti ad accedere a qualunque sistema di selezione o valutazione comparativa. Probabilmente, a precariato ridimensionato e a comportamenti interni alla comunità scientifica modificati, potrà essere ripensato completamente anche il sistema degli accessi. È indubbio che vadano scovati, attratti e formati nuovi talenti, di conseguenza occorre fluidificare i canali di accesso agli studi, migliorare i servizi complementari, garantire un reale ed efficace diritto allo studio nelle politiche nazionali e regionali.

 Gestione, manutenzione e potenziamento delle grandi infrastrutture, delle attrezzature dei laboratori e delle biblioteche vanno ripensate transitando dalla attuale presenza frammentata sul territorio e fra le diverse strutture secondo una logica esclusiva di possesso, a forme più funzionali di clusterizzazione e di accesso condiviso. L'elenco delle proposte supera di gran lunga lo spazio disponibile sul giornale. Questi primi spunti sono il pretesto per aprire e sollecitare un confronto franco, generoso, numeroso, che ridia speranza ed energia a quanti, con passione, fanno della ricerca la loro ragione di vita. * Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche

martedì 28 agosto 2012

...e Monti disse "SPENDING"... e "SPENDING" FU!

 Scusandoci per non aver aggiornato il Blog negli ultimi 20 giorni... CI SIAMO DOVUTI riprendere psicologicamente dalla botta della Spending Review..


... si riportano di seguito alcuni comunicati sindacali che fotografano abbastanza bene l'impatto de tagli previsti dalla Manovra Finanziaria cosiddetta "Spending Review" sul sistema degli Enti Pubblici di Ricerca.


I giornalisti "beninformati" parlano già di una Spending Review FASE 2 che sarà inserita nella manovra per la Stabilità, sulla quale il Governo porrà la fiducia.

Quanto alla Spending Review di Luglio, nonostante gli appelli, i sit-in, le manifestazioni,
le promesse, gli incontri con i vertici politici di tutti gli schieramenti.. il risultato è stato a dir poco umiliante. Per l'ennesima volta gli enti non vigilati dal Miur sono stati trattati come figli di in Dio Minore. 

La legge, per l'ennesima volta, stabilisce una discriminazione insensata e figlia della peggiore politica fra Enti vigilati dal Miur ed Enti Vigilati da altri Ministeri (Ministero del Lavoro, Ministero della Salute, Ministero dell'Ambiente, Ministero dell'Agricoltura...).
Sui secondi si interviene sempre in modo diverso che sui primi.

Già due anni fa Tremonti riservò un trattamento a dir poco feroce agli enti "non vigilati dal Miur" nella Manovra Straordinaria di Luglio..
e furono soppressi 3 ENTI di Ricerca, senza produrre un euro di risparmio:

-ISAE, era vigilato dal Ministero dell'Economia, quindi dal fautore della Manovra che non gradiva i dati e gli studi dell'Ente che dipendeva dal Suo Ministero, li considerava giudizi sul Suo operato. 

-ISPESL, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, privato della sua natura di Ente di Ricerca fu accorpato all'Inail con evidente conflitto d'Interesse.

-IAS, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sciolto e accorpato all'Isfol, delle ricerche svolte dallo IAS si sono perse le tracce, l'Isfol non ho portato avanti neanche una delle attività che svolgeva lo IAS, ad oggi i ricercatori EX-IAS sono stati ricollocati sulle attività dell'Isfol.

Poi ci fu il caso dell'ENSE (Ente Nazionale Sementi Elette con sede a Milano), l'unico ente, insieme all'Insean, con il Bilancio in Attivo perchè produce le certificazioni europee necessarie per le sementi. Nel 2010 l'Ense fu SOPPRESSO accorpato all'INRAN che oggi nel 2012, con questa spending review, viene SOPPRESSO a sua volta e l'Ense viene nuovamente sfilato quasi fosse un piccolo oggetto e accorpato ad un nuovo ente vigilato.

Nel 2010 fu soppresso anche l'INSEAN, ma la parola soppressione in questo caso non è stata foriera di grandi drammi, si potrebbe definire una vera e propria riorganizzazione.
L'Insean (meglio conosciuto come VASCA NAVALE) fino al 2010 Epr AUTONOMO, fu soppresso e accorpato al CNR (Miur), di cui è attualmente un ISTITUTO.

Nel 2012 la storia si ripete, i tagli vengono mantenuti per gli EPR non vigilati dal MIUR.

A quanto pare è passato l'emendamento del PD che sfilava i cosiddetti "Enti Miur" dai Tagli..

Per l'INRAN SI è PROVVEDUTO ALLA SOPPRESSIONE (in parte confluirà nel CRA).

Per l'Ispra si ventilano varie forme di trasformazione in agenzia, idem per l'Isfol.

E per tutti gli enti vigilati dal Miur i tagli vengono spostati sul Ministero, che certo non mancherà di far sentire il suo potere.

La Rete Ricerca Pubblica è costituita da lavoratori di tutti gli Enti di Ricerca (Miur e non Miur) fra di noi la solidarietà e la consapevolezza non è mai mancata.
Il "dividi et Impera" non funzionerà. 
Il Sistema della Ricerca (tutto!) ha bisogno di essere protetto e rilanciato.
Per questo continueremo a far sentire la nostra voce, affinchè un giorno si possa arrivare ad un Piano della Ricerca Pubblica Nazionale che riveda il Sistema degli Enti e delle Vigilanze per consentire il rilancio della ricerca, dello sviluppo e della conoscenza..senza clientelismi e false strategie di rilancio.
E continueremo a sorvegliare ogni parola che non si trasformerà in fatti.


martedì 10 luglio 2012

Spending Review: le bugie dei Professori


Roma, 9 luglio 2012

UN GOVERNO DI PINOCCHI: 
BUGIE E INDIFFERENZA PER GLI EPR 
SONO IL MARCHIO DI FABBRICA DEI POTENTI DI TURNO

Il Decreto Spending Review sta mietendo vittime in perfetta continuità con il precedente Governo, anzi a mani più libere che mai.

Soppressioni, accorpamenti, riduzioni dei finanziamenti, tagli agli organici e messa in mobilità: questo il regalo d’estate che, dice Monti “non è una manovra”: figuriamoci se lo fosse stata!!!

E veniamo alle pinocchiate!


La Fornero tra le lacrime ci racconta di riforme ineluttabili, e produce esodati che si rivelano pericolosamente molto più numerosi del previsto. Nel suo caso il dubbio è tra bugia e incompetenza. Chi ha ragione, lei o l’INPS? Ha tanto urlato sui dipendenti pubblici uguali a quelli privati che ora si creano nuovi esodati pubblici per pagare i vecchi esodati privati.

Profumo: abbiamo fatto molta fatica per riuscire a parlarci. Poi di sua volontà ha proposto una serie di tavoli tecnici per affrontare le tematiche di Università, Ricerca ed AFAM, riempiendosi la bocca e cercando di convincere  noi dell’importanza che questi settori hanno nel recuperare risorse dal programma “HORIZON 2020”. Salvo poi consentire un taglio di 230 ml dall’università – al momento scongiurato ma non è detta l’ultima parola…. E salvo consentire un accorpamento quanto mai irrazionale degli enti di ricerca vigilati MIUR (OGS, INAF, INGV…), senza nè capo coda, che “tutti dicono” essere al momento sventato nel decreto ma che “tutti dicono” rientrerà nei provvedimenti prossimi del Governo; resta fermo il taglio certo dei finanziamenti agli enti. Il taglio, già previsto dal decreto, in alcuni casi comporterà la “soppressione di fatto” degli enti stessi: altro che tavoli tecnici e coordinamento della ricerca pubblica!

Il Governo dei professori – finora - tiene sull’Università che è salva, ma smantella il comparto degli EPR, che restano nella bufera. In questo caso bugie o camaleontismo?

Patroni Griffi: ha recentemente firmato un accordo considerato storico perché per la prima volta siglato insieme anche a regioni, province e comuni, accordo improvvisamente dimenticato. Anzi nel decreto spending review compaiono addirittura norme  contrarie a quel testo - come l’introduzione della pagella individuale per i dipendenti pubblici - dopo che il Ministro aveva sostenuto che l’interesse del cittadino era casomai quello di conoscere la perfomance delle amministrazioni, e non dei singoli dipendenti.
 Ancora va promettendo che non ci saranno licenziamenti, ma il suo operato non offre nessuna garanzia. In questo caso bugie, malafede o una svendita del Pubblico Impiego ai ricatti degli  equilibri politici?

Particolare menzione merita Grilli, che dal MEF fa il bello ed il cattivo tempo.
 Nell’incontro col Governo le parti sociali avevano chiesto di non toccare gli Enti di Ricerca;
 Grilli ha dichiarato che il Governo non aveva nessuna intenzione di fare tagli “anzi intendeva rafforzare gli EPR”.

 I 30 ml di tagli previsti per il 2012 e gli 80 per il 2013
infatti non sono tagli:
operano un vero e proprio massacro!!


Bugie o bugie?


sabato 7 luglio 2012

Spending Review: INRAN E ISFOL

Risultato al fotofinish..
 L'ISFOL entra nella Spending Review a sorpresa...


piazzandosi al COMMA 90 dell'Art.12 del testo definitivo.




90. In funzione del processo di razionalizzazione dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL), istituito con il decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1973, n. 478, e di contenimento dei costi degli organismi collegiali, il regime di commissariamento del suddetto Istituto disposto, a partire dal 22 dicembre 2011, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, i cui effetti sono confermati, mediante la nomina di un dirigente generale di ruolo del Ministero, è prorogato fino all’approvazione del nuovo Statuto, volto a riordinare il predetto Istituto secondo regole di contenimento della spesa e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012.


venerdì 6 luglio 2012

Spending Review: Occupazioni e Agitazioni

INRAN OCCUPATO

 INGV AGITATO


INRAN: i lavoratori occupano l'istituto

È la risposta dei lavoratori per impedire al Governo di cancellare la ricerca pubblica in Italia. Lunedì 9 luglio presidio sotto il MIPAAF.

05/07/2012
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In un quadro di iniziative di mobilitazione che vede coinvolti tutti gli Enti di Ricerca, non solo quelli vigilati dal MIUR (CNR, INGV e INFN) ma anche quelli vigilati dal MIPAAF (CRA, INRAN e INEA) e dal MATTM (ISPRA) oggi i lavoratori dell'INRAN hanno deciso di occupare l'istituto e di reagire alle scelte di questo Governo.

Nel corso dell'assemblea indetta da CGIL, CISL e UIL i lavoratori dell'INRAN della sede di Roma hanno votato all'unanimità una mozione che indice l'occupazione dell'Istituto e si avvia a preparare una serie di iniziative di mobilitazione fino ad arrivare allo sciopero generale.

Per impedire al Governo di cancellare la ricerca pubblica in Italia in campo della nutrizione e dell'agricoltura, ma anche in quella in campo ambientale (vedi la nuova trasformazione in Agenzia prevista per l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Forte sarà la risposta dei lavoratori degli Enti di ricerca indignati nei confronti del Governo che assume decisioni politiche non a tutela della ricerca in Italia senza preoccuparsi di investire in questi settori creando anche occupazione.

Si è partiti subito all'INRAN con l'occupazione e ci si prepara al presidio indetto per lunedì 9 luglio dalle ore 10 alle ore 13 sotto il MIPAAF per manifestare contro la soppressione degli Enti e per rivendicare l'autonomia e il ruolo degli enti di ricerca.

Nei prossimi giorni sono previste assemblee e presidi per gli altri enti (INGV e ISPRA).


Spending Review: OGS - NOTA DEL Presidente

Ecco la nota integrale inviata dal presidente dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale


4.7.2012 18.39 -

"Tutti i paesi progrediti investono in modo intelligente in ricerca e innovazione e soprattutto in risorse umane dedicate alla “conoscenza”. Sembra che per l’Italia invece la ricerca rappresenti un settore minoritario da “buttare nella spending review” con grande leggerezza e senza alcuna oggettiva motivazione. Guardiamo il caso degli Enti di Ricerca del Miur e la proposta di soppressione di molti di questi che sembra essere contenuta nella proposta del Commissario Bondi. Ricordiamo che gli Enti di Ricerca sono appena stati riformati e sono attualmente soggetti al lungo processo di valutazione dell’Anvur che sta richiedendo tempo e dedizione".

"Ricordiamo anche che agli Enti di Ricerca viene giustamente chiesto dal Ministro e dalla Ue di rafforzare la competitività internazionale attraendo investimenti e talenti in Italia e valorizzando la collaborazione con il settore privato".

"Leggendo i contenuti della spending review sembra però che tutto quanto sia stato fatto ad oggi non conti niente, anzi non interessi proprio nessuno: gli Enti vanno soppressi, accorpati senza motivazione e buon senso e soprattutto senza alcun risparmio economico. Altro che risparmi!

Le notizie che si rincorrono in questi giorni stanno già producendo un effetto negativo dal punto di vista economico: imprese titubanti nel firmare contratti di ricerca (dopo una fatica di anni per costruire un rapporto fiduciario e di seria collaborazione reciproca) e “talenti” (quelli che tanto vorremmo attirare) che rinunciano a venire in Italia per l’instabilità del sistema".

"Questo è quello che sta vivendo anche l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale ‐ Ogs: un Ente con moltissime commesse da privati e progetti europei oggi messi a rischio dalle notizie di cancellazione dell’Ente".

"Ma il risparmio per il paese in questa manovra dove sta?? Forse si intendono mandare a casa tutti i precari e tutti i ricercatori che lavorano su commesse esterne? Se agli Enti viene giustamente richiesto un piano strategico che preveda tempi, modi e ricadute socio‐economiche delle attività, altrettanto vorremmo vedere da chi propone accorpamenti e soppressioni; quali i tempi? I costi? I vantaggi?"

"Ed ancora ci chiediamo: ma sono questi accorpamenti/soppressioni gli interventi di cui il sistema della ricerca ha bisogno? A nostro parere sicuramente no, anzi sarebbe invece opportuno garantire certezze, rispetto di tempi e modi su tutto quanto in atto oggi e soprattutto ridare fiducia ad un comparto come quello dei lavoratori della conoscenza invece di mortificarlo ulteriormente".

"Siamo consapevoli della difficile situazione globale e sicuramente disponibili a fare sacrifici per la sostenibilità del Paese; siamo anche pronti ai cambiamenti ma chiediamo ai nostri politici/tecnici che le azioni proposte siano di buon senso e ad effettivo vantaggio del sistema nazionale. Questo non sembra emergere dalla proposta di soppressione degli Enti di Ricerca, anzi il tutto sembra rappresentare un ulteriore immotivato colpo al mondo della ricerca e a tutti quelli che vi si dedicano con capacità e professionalità".

M.Cristina Pedicchio – Presidente OGS

martedì 29 maggio 2012

INGV ..trema terra trema!


L'ITALIA TREMA..L'INGV C'è.. con 400 precari!!!!!!!
IL NORD TREMA..L'INGV C'E'!
quando l'Aquila tremava i precari dell'INGV c'erano..
quando l'Etna erutta i precari dell'INGV ci sono..
tutti i giorni l'INGV GARANTISCE IL MONITORAGGIO H24
del nostro Paese con 400 precari!!

Che la terra possa tremare nelle menti di chi decide e spesso non ascolta...


L’INGV ha 1000 dipendenti ma, di questi, 400 sono fuori da una pianta organica OBSOLETA che non riconosce la dignità dell’importante lavoro di RICERCA e SERVIZIO svolto da anni da personale altamente qualificato.

Abbiamo chiesto un incontro ufficiale al Ministro Profumo, ma ad oggi non abbiamo avuto alcuna risposta.

A distanza di 3 anni e mezzo dal 1° Ottobre 2008 i precari dell’INGV sono nuovamente costretti ad avviare lo stato di agitazione.

per leggere il comunicato unitario CLICCA QUI: http://precariatingv.wordpress.com/
per approfondire il lavoro dell'INGV: http://www.youtube.com/user/INGVterremoti


lunedì 2 aprile 2012

NO ALLA LIQUIDAZIONE DELL’ISFOL!

L’ISFOL è un ente pubblico di ricerca dotato di autonomia scientifica, vigilato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Da quaranta anni, l’Isfol fa ricerca in una prospettiva europea, nazionale e territoriale sui temi del lavoro, della formazione e delle politiche di inclusione sociale. La conoscenza prodotta attraverso le attività di ricerca realizzate costituisce un bene comune per l’intero Paese.


Il ministero vigilante, nell’ambito della riforma del mercato del lavoro approvata dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 23 marzo 2012, ha proposto la creazione di “un’Agenzia unica nazionale per la gestione in forma integrata delle politiche attive e dell’ASpI, partecipata da Stato, Regioni e Province Autonome e caratterizzata da forte autonomia territoriale”(cfr. p. 26).

Il Commissario Straordinario, nonché Segretario Generale del Ministero vigilante, nel corso dell’incontro con le OOSS ha reso noto la volontà del Ministro di procedere allo scioglimento dell’ISFOL ed alla sua trasformazione nella costituenda Agenzia sopra citata, operazione che coinvolgerebbe anche Italia Lavoro, spa a capitale pubblico estranea al comparto della ricerca pubblica.

L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Isfol respinge questo disegno che costituisce l’ennesimo attacco alla ricerca pubblica e alla sua autonomia. Anche il governo dei professori perpetua il tentativo di eliminare la funzione degli enti di ricerca che la nostra Costituzione garantisce nell’art. 9. Ciò determina l’ulteriore venir meno di funzioni autonome di produzione di conoscenza e di valutazione delle politiche pubbliche a vantaggio di una soluzione che rafforza la dipendenza della ricerca dai decisori politici.

venerdì 23 marzo 2012

CI RISIAMO! SOPPRIMONO LA RICERCA.. per rilanciare il PAESE!

comunicato stampa ISFOL

RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO:

IL GOVERNO DEI PROFESSORI SOPPRIME LA RICERCA


Le lavoratrici e i lavoratori dell’ISFOL, Ente Pubblico Nazionale di Ricerca, riuniti in assemblea permanente respingono con forza ogni ipotesi di soppressione dell’ Istituto.

E’ sconcertante che nel quadro degli interventi in materia di mercato del lavoro oggi in discussione si pensi di procedere alla cancellazione dell’unico Ente istituzionalmente deputato all’analisi e valutazione delle politiche del lavoro, della formazione e dell’inclusione sociale.

Ancor più preoccupante è la prospettiva di dispersione del patrimonio di competenze professionali qualificate e la perdita di posti di lavoro di 252 lavoratori precari da più di 10 anni.

Come già successo in passato, si tenta di sopprimere gli Enti di Ricerca pubblici operando un danno al Paese senza un reale risparmio della spesa pubblica .



Le lavoratrici e i lavoratori dell’ISFOL e le OO.SS

ANPRI - Andrea Lazzerini a.lazzerini@isfol.it

FLC CGIL – Claudia Tagliavia c.tagliavia@isfol.it

FIR CISL – Achille Paliotta  a.paliotta@isfol.it

UIL RUA – Enrico Sestili  en.sestili@gmail.com

USB P.I. – Enrico Mari mailto:e.mari@isfol.it

http://www.flcgil.it/ricerca/riforma-del-mercato-del-lavoro-il-governo-dei-professori-sopprime-la-ricerca.flc